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138 storia d'italia

conclusione se non quando, per sopravenire nuove genti o artiglierie grosse nel campo degli inimici o per altro accidente, conoscesse essere maggiore il pericolo del perdersi che la speranza del difendersi. Dopo le quali parole essendosi uscito del consiglio, parte perché le restassino negli orecchi e ne’ petti loro con maggiore autoritá, parte per dare ordine a molte cose che erano necessarie se gli inimici volessino dare, come si credeva, quel dí la battaglia, stettono sospesi e quasi attoniti per lungo spazio. Finalmente, prevalendo il timore a tutti gli altri rispetti, e risoluti in ogni caso di mandare fuora a praticare d’arrendersi, mandorono alcuni del numero loro a protestare al commissario che, se egli perseverava nella ostinazione di non consentire che si salvassino, erano disposti farlo per loro medesimi, per fuggire il pericolo evidentissimo del sacco. Ma in quel tempo medesimo che volevano esporre la imbasciata cominciorono a sentirsi i gridi di quegli che erano a guardia delle porte e delle mura, e le campane della torre piú alta della cittá che davano segno che gli inimici, usciti di Codiponte in ordinanza, si accostavano alle mura per dare lo assalto; donde il commissario, rivoltosi a coloro che ancora non avevano parlato, disse: — Quando bene volessimo tutti, non siamo piú a tempo ad accordarci; bisogna o difenderci onorevolmente o andare vituperosamente a sacco o restare prigioni; se non volete fare come Ravenna e Capua, saccheggiate quando con gli inimici alle mura si trattavano gli accordi. Io insino a qui ho fatto quello che poteva fare uno uomo solo, e condottivi per beneficio vostro in grado che è necessario o vincere o morire; se ora bastassi solo a difendere la cittá non mancherei di difenderla, ma non si può senza l’aiuto vostro: però, non siate manco gagliardi e manco caldi a difendere, come potete fare facilmente, la vita e la roba vostra e l’onore delle vostre moglie e figliuoli, che siate stati importuni a volere, senza necessitá, mettervi sotto la servitú de’ franzesi, che, come sapete, tutti sono capitalissimi inimici vostri.

Dopo le quali parole avendo voltato il cavallo in altra parte, restando ciascuno confuso per il timore, e per parere