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276 storia d'italia

a contribuire nella guerra prossima, per virtú della lega fatta con Adriano, la quale pretendeva non essere estinta per la sua morte, per essere specificato ne’ capitoli che la durasse uno anno dopo la morte di ciascuno de’ confederati: che i capitani cesarei levassino genti dello stato ecclesiastico, né mandassino di nuovo ad alloggiarvene dell’altre senza consentimento del pontefice: a’ viniziani fu lasciato luogo di entrare in questa confederazione, in termine di venti dí, con oneste condizioni, che avessino a essere dichiarate dal papa e da Cesare: e che il viceré fusse tenuto a fare venire, fra quattro mesi, la ratificazione di Cesare di tutti questi capitoli. E obligorono i mandatari del viceré, in uno capitolo da parte confermato con giuramento, che, caso che Cesare non ratificasse fra il tempo questi capitoli, avesse il viceré a restituire i centomila ducati; dovendosi però, insino che i danari non si restituissino, osservare la lega interamente. Alla quale furono aggiunti tre articoli, non connessi nella capitolazione ma posti in scrittura separata, confermati eziandio per giuramento, che contennono: che in tutte, le cose beneficiali del regno di Napoli fusse permesso a’ pontefici usare quella autoritá e giurisdizione che si disponeva per le investiture del regno; che il ducato di Milano pigliasse in futuro il sale delle saline di Cervia, per quel prezzo e modi che altre volte fu convenuto tra Lione e il presente re di Francia, e confermato nella capitolazione che l’anno mille cinquecento ventuno fece il medesimo Lione con l’imperadore; e che il viceré fusse obligato a fare sí e talmente che il duca di Ferrara restituisse, immediate, alla Chiesa Reggio, Rubiera, l’altre terre che aveva prese, vacante la sedia romana per la morte di Adriano; e che per questo il pontefice, subito che e’ ne fusse reintegrato, avesse a pagare a Cesare centomila ducati, e a ogni sua requisizione assolvere il duca dalle censure e privazioni nelle quali era incorso, ma non giá dalla pena di centomila ducati promessa in caso di contravenzione allo instrumento fatto con Adriano: e nondimeno, ricuperata che il papa ne avesse la possessione, si avesse a vedere di ragione se quelle terre e Modena appar-