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dugento cavalli leggieri mille cinquecento in dumila fanti, tutte genti de’ viniziani: dove non si teneva altro che Manfredonia in nome di Cesare. Ma l’esercito imperiale, risoluto di attendere (abbandonato tutto il paese circostante) [a difendere] Napoli e Gaeta, poi che, per tôrre alimenti agli inimici, ebbe saccheggiato Nola e condotto a Napoli le vettovaglie che erano in Capua, alloggiò in sul monte di San Martino, donde di poi entrò in Napoli con diecimila fanti tra tedeschi e spagnuoli, e licenziati tutti i fanti italiani, eccetto secento i quali militavano sotto Fabrizio Maramaus, perché Sciarra Colonna co’ fanti suoi era andato nell’Abruzzi. Restorono in Napoli pochissimi abitatori, perché tutti quegli che avevano o facoltá o qualitá si erano ritirati a Ischia a Capri e altre isole vicine: dicevasi esservi frumento per poco piú di due mesi, ma di carne e di strami piccola quantitá. Arrenderonsi a Lautrech Capua, Nola, l’Acerra, Aversa e tutte le terre circostanti. Il quale dimorò con l’esercito quattro dí alla badia dell’Acerra distante sette miglia da Napoli, essendo proceduto e procedendo lentamente per aspettare le vettovaglie impedite da’ cattivi cammini e dalle pioggie per le quali era la campagna piena d’acqua; bisognandogli provederne quantitá grandissima perché era fama che nello esercito suo, secondo la corruttela moderna della milizia, fussino piú di ventimila cavalli e di ottantamila uomini, i due terzi gente inutile: e di quivi mandò alla impresa della Calavria Simone Romano, con cento cinquanta cavalli leggieri e cinquecento côrsi, non pagati, venuti del campo imperiale. E giá Filippino Doria, con otto galee di Andrea Doria e due navi, venuto alla spiaggia di Napoli, aveva preso una nave carica di grani, e fatto con l’artiglierie sdiloggiare gl’imperiali dalla Maddalena; e benché poco di poi pigliasse due altre navi cariche di grani, e fusse cagione di molte incomoditá agli inimici, nondimeno non bastavano le sue galee sole a tenere totalmente assediato il porto di Napoli. Perciò Lautrech sollecitava le sedici galee de’ viniziani che venissino a unirsi con quelle; le quali, dopo essersi lentamente rimesse in ordine a Corfú, erano venute nel porto di