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la terra di Vigevano. Ma sopravvenneno in quel di Genova dumila fanti spagnuoli, che a’ venticinque di dicembre erano al Borgo de’ Fornari, mandati di Spagna da Cesare per difendere Genova o per andare a Milano, secondo fusse di bisogno. A’ quali per condurgli andò, per ordine di Antonio de Leva, il Belgioioso, che era fuggito di mano de’ franzesi; e il quale, pochi dí innanzi, si era presentato una notte con dumila fanti e qualche artiglieria a Pavia, dove non erano piú che cinquecento fanti del duca di Milano, ma la cosa fu presentita, però si era ritirato senza frutto. Preparavasi San Polo per impedire la venuta di questi fanti, i quali accennavano fare il cammino o di Casé o di Piacenza, e instava che le genti viniziane si facessino forti a Lodi perché da Milano non fusse fatto loro spalle; e cercava anche persuadergli a fare comunemente la impresa di Milano (la quale il duca di Urbino dissuadeva), dove era carestia e tutte le calamitá. Ma procedevano i viniziani freddi per l’ordinario alle fazioni gagliarde, ma in questo tempo molto piú, perché per le relazioni di Andrea Navaiero, che era tornato loro oratore di Spagna, fatte in favore di Cesare, e per qualche pratica che si teneva in Roma con l’oratore cesareo, erano vari pareri nel loro senato, inclinandosi molti a concordare con Cesare: pure finalmente fu risoluto continuare la confederazione col re di Francia. Nel quale tempo il Torniello, passato Tesino con dumila fanti, prese Basignana, e andava verso Lomellina; e l’abate di Farfa, andato a Crescentino, luogo del ducato di Savoia, co’ suoi cavalli, fu di notte rotto e fatto prigione, ma liberato per opera della marchesa di Monferrato; e il marchese di Mus roppe alcune genti di Antonio de Leva e tolse loro le artiglierie.

Dubitavasi ancora che il pontefice non inclinasse alle parti di Cesare; perché il cardinale di Santa Croce arrivato a Napoli fece liberare i tre cardinali che erano statichi quivi, e si diceva che aveva commissione da Cesare di fare restituire Ostia e Civitavecchia; per opera del quale, avendone supplicato al pontefice, Andrea Doria restituí Portoercole a’ sanesi. Ma si scopriva l’animo del pontefice a cose nuove: perché per