Pagina:Guida al Lago d'Iseo.djvu/76

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chielino nero cinereo, usato pure dai Romani, e che ancora si cava e prepara sopra Los. - A Capo di Ponte, a Monno compaiono belle ardesie per tetti, per lastricare. A Dassa presso Malonno sono lastre di ardesia, talco, schisti sino di due metri quadrati, e lì presso, pietre refratarie per fuochi forti.

In valle di Paisco e Val Glegna verso Schilpario, si trovano dioriti simili al verde antico, che fanno capolino anche a Volpino, a Prestine, da Cividate a Breno e da Edolo a Corteno, nel fondo della valle. I porfidi di Paisco e di Sellero sono rossi e turchini. Nel monte Badile sopra Cimbergo, e ne’ monti di Sonico s’ammirano le granate rosse. Le roccie emersorie sono prevalenti nel Tonale, nel monte Adamello, nella Val grande di Vezza, nel Morterolo, il serpentino è alla vetta del Pizzo de’ tre Signori. A Temù si cavano macine di ghiandone, sull’Aprica ed a Malonno appaiono quarziti antiche, da Malonno al Tonale vedesi qua e colà il gneis (preda de fer, preda morta). A Vezza è un bel saccaroide candido cavato nei tempi antichi.


MINERALOGIA.


Di metalli è tutta sparsa questa valle dell’Oglio. Sul lago d’Iseo sono ossidi di ferro nel monte Borunzù sopra Adrara, nel monte di Colombaro, e nel monte Guglielmo (Gölem).