Pagina:Guida della montagna pistoiese 1878.djvu/40

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30 natura del suolo e suoi prodotti naturali


Brana era gran copia d’alberese di quattro o cinque varietà, fra le quali il variegato o il ruiniforme, e un calcareo nero, ed una specie di bardiglio di color più cupo che quello di Seravezza, messo in opera anco nel pavimento della Chiesa dell’Umiltà. Forse da quelle stesse adiacenze si escavò in passato quella sorte di marmo, detto polveroso di Pistoia, non più noto ai moderni marmisti. Così è da dire del marmo nero di Santo Moro nella valle di Bure; daddove e dappresso al castel di Pecunia, e da Montemagno si scavava un bell’alberese cenerino, come si scava adesso presso il castel di Brandeglio e altrove. Finalmente è da notarsi che presso le sorgenti dell’Agna, dell’Ombrone e del Vincio sono sparse varie marcassite, indicanti forse esistenza di rame. Le colline subiacenti son formate di argille e tufi di sedimento a strati orizzontali; e tra le argille di Casale è una specie di tripolo, ed una varietà di color bianco ottima per istoviglie e crogiuoli. Il suolo della più bassa pianura è un limo argilloso unito a torbe di fiumi. È poi da notare che nel popolo di Vinacciano, a confine con Casale, a mezzodì di Pistoia, a miglia 5, si scava adesso del buon manganese: così di recente in quel del Montale. Nella valle della Verdiana, sulla montagna, vi ha un filone di Galena pura (Solfuro di piombo). (Vedi Verdiana).

Nella val di Nievole, su i monti della Pescia, da’ quali discende, predomina l’alberese, alternato da filoni di arenaria. Questa trovasi più copiosa nelle