Pagina:Guida della montagna pistoiese 1878.djvu/52

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42 flora e piante d’alto fusto


la decrepitezza sua, o dei suoi rami inferiori, con le pendenti chiome dell’Usnea barbata, Hoffm., della Borrera furfuracea, Ach., e con i turgidi e voluminosi funghi da esca (Boletus igniarius, Lin.) che rendono bernoccoluto il tronco per l’innanzi liscio ed intatto.

Rarissime si mescolano ai faggi le betule (Betula alba, Lin.) e i pini (Pinus sylvestris, Mill.) Più frequenti vi appariscono gli ontani (Alnus incana, DC.), i sorbi selvatici (Sorbus Aucuparia, Lin.), l’Acero fico (Acer pseudoplatanus, Lin.) e gli abeti (Pinus Picea, Lin.) che pure a questa zona appartengono, e che quando compariscono, formano, al pari del faggio, foreste estese e di essi unicamente composte.

La Flora. — Il suolo di queste boscaglie ricoperto da alto letto di foglie, che col decomporsi producono uno strato di nero terriccio, ad onta della idoneità di questo a sostenere la vegetazione come concime, è colpito da quasi assoluta sterilità per la decisa ombra che anche nel pieno meriggio vi regna; solo vi vegetano rare piante di Corallorrhira innata, R. Br., di Epipogium Gnielini, Rid., di Neottia Nidus-avis, Rich. e copiose fronde di muschi quasi sempre sterili, che rivestono la base dei tronchi dei faggi. Che se i lenti ed impercettibili distruttori della vita vegetativa, o la folgore, posero termine all’esistenza di alcuno dei giganti e secolari individui della foresta, esso per il decomporsi