Pagina:Guido Carocci I dintorni di Firenze 01.djvu/145

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BARRIERA DELLE CURE. 115

i più assidui frequentatori di questo luogo era anche l’Abate Lami il celebre erudito autore delle Lezioni sulle Antichità Toscane. Papa Leone X, recandosi ai di 11 gennaio 1516 a Fiesole, si soffermò alle Tre Pulzelle per qualche momento ed in ricordo di questa visita, venne posta sull’angolo della casa l’arme Medicea colle insigne Pontificie. Ora alle Tre Pulzelle sono alcune case appartenenti al possesso Benvenuti.

Difaccia, dal lato opposto della via, è la

Fontana delle Tre Pulzelle. — In antico era un tabernacolo con una sorgente d’acqua alla base e lo avevano costruito gli Spinelli dei quali vedesi tuttora lo stemma nel serraglio dell’arco. Lo scultore Baccio Bandinelli, al quale apppartenne la vicina villa, restaurò la fonte e l’adornò di colonne e di mascheroni da lui scolpiti in marmo. La fonte, che era ridotta in cattivo stato, fu modernamente restaurata, secondo il vecchio disegno del Bandinelli, dall’architetto Majorfi.

Papiniano, già le Tre Pulzelle. — In epoca lontana fu degli Spinelli, famiglia di ricchi mercanti che si rese altamente benemerita delle arti, contribuendo con somme ingenti alla fabbrica ed all’adornamento della chiesa e del convento di S. Croce di Firenze. Nel 1427 era di Bartolommeo di Bonsignore Spinelli ed in possesso di questa famiglia restò fino a che, nel 1533, Domenico di Cristofano la vendè a Bartolommeo, comunemente chiamato Baccio, di Michelangiolo Bandinelli. Il Bandinelli scultore ed architetto non privo di merito, ma macchinoso e convenzionale, fu uno degli artisti più fidi alla famiglia Medicea colla quale ebbe una certa dimestichezza, talché egli scelse questo luogo come soggiorno favorito, perchè prossimo a diverse ville dove suolevano villeggiare i principi della casa Granducale. Il figlio di lui Michelangiolo, rivendè la villa nel 1570 a Filippo di Averardo Salviati e d’allora essa andò a far parte dell’ampia possessione che quell’opulenta famiglia aveva a poco a poco costituita su’ colli fiesolani e nelle adiacenti campagne. Modernamente fu proprietario di questa villa fino alla morte Giuseppe Mantellina deputato e giurista illustre il quale volle dedicarla