Pagina:Guido Carocci I dintorni di Firenze 01.djvu/241

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BARRIERA DEL PONTE ROSSO. 199

sepoltura migliaja e migliaja di cadaveri. Squallida, rattristante, quell'ampia e monotona distesa era un giorno interrotta appena dalla massa triste e funerea di pochi cipressi. Da varj anni però il Comune di Firenze ha rivolto ogni cura al miglioramento delle condizioni di questo soggiorno della morte, adornandolo di piante e di fiori, aprendovi viali e stradelle, edificandovi alcune fabbriche per i varj servizi e destinando diversi spazj alle sepolture a pagamento, sicché oggi anche questo cimitero è adorno di monumenti funebri, di cappelle e di loggiati con colombaj. Da un lato del cimitero è anche l’edifizio ad uso di forncrematorio.

Il Pilastro. - Casa del Comune di Firenze. — Oggi è stata ridotta a luogo di abitazione per i Cappuccini che prestano servizio al cimitero di Trespiano; ma fu già villa ed è di origine antichissima. Fu forse della famiglia Pilastri, come può far supporre il suo nomignolo; ma alla metà del XV secolo era passata in una famiglia Davanzelli che nel 1467 la vendè agli Arrigucci. Da questi l'acquistava al 1535 Carlo di Benedetto de’ Medici. Questi nel 1671 la rivendevano a Piero Giamberti della famiglia dei celebri artisti chiamati da Sangallo. Subi dopo numerosi altri passaggi e fu dei Feroci, dei Ricci, dei Porcellotti e quindi nel 1768 dei Tassinari che ne furono proprietarj fino ai tempi moderni,

Il Pilastro o I Mandorli. - Casa del Comune di Firenze. — Fin da tempo remoto era dei Frati Domenicani di S. Marco che la dettero a livello a varie famiglie; nel 1727 venne assegnata al Convento di S. Domenico di Fiesole. Oggi è addetta al Cimitero di Trespiano.

La Torre. - Villa Baldi. — La villa, che è stata modernamente ampiata ed abbellita di annessi, è di origine assai antica, giacché si trova fin dai primi del XV secolo in possesso della famiglia Rosselli che aveva in Firenze le sue case in via Larga al canto di Rossello, chiamato dipoi di Bernardetto De Medici. Appartenne lungamente a questa famiglia e fu anche di Stefano Rosselli erudito ben noto ed autore del pregevolissimo Sepoltuario fiorentino.

Nel XVIII secolo passò in possesso della famiglia Morandi.