Pagina:Guido Carocci I dintorni di Firenze 01.djvu/55

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BARRIERA SETTIGNANESE. 37

Gherardi ed in questo luogo edificò più tardi la villa che in tempi più moderni passò nei Da Filicaja-Dotti.

S. Maria a Coverciano.' — È la chiesa parrocchiale di un piccolo villaggio di remota origine, costituito in gran parte da antiche ville. Il luogo si diceva già Cofercianum. Dell’esistenza della chiesa si fa cenno in documenti di poco posteriori al 1000, ma scarsi e di modesto interesse sono i di lei ricordi. Anche l’edifizio non ha interesse artistico e venne ridotto alla forma presente nel XVII secolo dal quale data pure il portichetto che gli sta dinanzi. Non possiede opere d’arte degne di considerazione.

S. Baldassarre a Coverciano. - Villa Del Turco-Carpanini. — Fu già monastero di monache agostiniane e venne edificato nel 1341 da Turino Baldesi, il quale in omaggio al testamento del fratello Giannetto lo dotò di quattro poderi e di una somma di L. 1200. Nel 1374 anche Piero di Fabbrino Toscanelli lasciò un podere alle monache di S. Baldassarre. Della famiglia Baldesi si veggono gli stemmi sulla porta corrispondente lungo la via ed altri ne esistevano nell’ampia e bene adorna chiesa che possedeva diversi oggetti di un certo pregio artistico. Soppresso nel 1806, il monastero venne poco dopo venduto e ridotto a villa ed a quartieri d’abitazione. Restò la chiesa, la quale veniva ufiziata e servì anche di sepolcreto alla famiglia Rosselli Del Turco proprietaria del soppresso convento. Però nel 1894 aneli’ essa fu chiusa e disfatta e la sua area interna, divisa in più piani servì a creare diversi quartieri d’abitazione. Nel 1900 poi si esumarono anche le ossa delle vecchie sepolture e così ogni traccia dell’antico convento e della chiesa fondata dai Baldesi è oggi scomparsa.

La Palagina o Coverciano. - Villa Francois. — Elegante villa di aspetto moderno situata di faccia alla chiesa di S. Maria, essa apparteneva nel 1427 alla famiglia dei Fabbrini originarj da Pilarciano in Mugello e precisamente a Fabbrino e Niccolò di Ser Stefano. Restò in possesso di questa famiglia fino a’ primi del XVII secolo nel quale l'acquistarono i Gherardi proprietarj della prossima