Pagina:Guittone d'Arezzo – Rime, 1940 – BEIC 1851078.djvu/58

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54 canzoni d'amore

XXIV

Si conforta a non disperare.


     Tutto ch’eo poco vaglia,
forzerommi a valere,
perch’eo vorrea plagere
a l’amorosa, cui servo mi dono.
5E de la mia travaglia
terraggio esto savere,
che non farò parere
ch’amor m’aggia gravato com’eo sono.
Ché validor valente
10pregio e cortesia
non falla, né dismente;
non dich’eo, che ciò sia,
ma vorria similmente
valer, s’unque poria.
     15D’amar lei non mi doglio;
ma che mi fa dolere
lo meo folle volere,
che m’ave addutto a amar sí alt’amanza.
Sovente ne cordoglio,
20no sperando potere
lo meo disio compiere,
né pervenire en sí grand’allegranza.
Ma che mi dá conforto
ch’ave nochier talora
25contra fortuna porto:
cosí di mia ’nnamora
non prendo disconforto,
né mi dispero ancora.
     Omo che ’n disperanza
30si getta per doglienza,