Pagina:Historia della Sacra Real Maestà di Christina Alessandra Regina di Svetia.pdf/93

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Pervenuta vicino alla Città verso le tre hore di notte, tutto il cannone, mortaletti, e moschettaria, con ben concertato ribombo la riverirono, passando poi alla porta si vidde questa ornata d’un bellissimo fuoco artificioso rappresentante due Angeli, che tenevano il nome di Christina coronato di lauro, con diverse inscrittioni sotto, e sopra. Sul ponte ove doveva la Regina metter piedi a terra, si trovò il Conte di Fuensaldagna Cavaglier di conspicue qualità, come Gran Maestro d’Hostello di Sua Maestà Cattolica, accompagnato da’ Senatori della Città, e da tutta la nobiltà, & officiali di quella Corte con più di 200 carrozze, e moltitudine incredibile di popolo.

Entrata Sua Maestà nella sua carrozza vi prese dentro l’Arciduca, sedendo ella di sopra, e S. A. Imperiale d’avanti; passarono verso la Casa publica della Città, ch’era tutta superbamente ornata di varie armi, imprese, & iscrittioni in lode di Sua Maestà, & illuminata da più di tre mille lumi, come pure eran illuminate, e tappezzate tutte le strade per le quali passava, con tanto concorso di Dame, Cavaglieri, Cittadini, e Popolo, che giamai più copioso non si vidde in Brusselles, attirato dalla curiosità di vedere una Principessa di tanto grido, e di sì virtuose, e sublimi conditioni.

Tributò tutta la Città a quel felice arrivo le più vive espressioni, che possono uscire dalla sicurezza d’un cuore riverente, con fuochi, con spari di cannone, e di mortaletti, e col suono di tutte le campane,