Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/157

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del signor Ritter fece cecca; quella del sottoprefetto Appleton fece fuoco al terzo colpo (!) e la palla sfiorò il primo senza, però, ferirlo.

Fu osservato, che dopo aver constatato, essere la sua pistola rimasta muta allo sparo, il signor Ritter non l’aveva alzata immediatamente, ed aveva continuato a tener di mira l’avversario.

Ciò non era conforme alle leggi cavalleresche, perchè, se la pistola avesse fatto un long feu, cioè uno sparo in ritardo, avrebbe dato campo a giudizi severi sulla condotta del signor Ritter, benchè non fosse stato riconosciuto colpevole di alcuna slealtà durante lo scontro.»

E con queste argomentazioni bizantine, il signor Ritter se la cavò a buonissimo mercato.


1873. — Il 23 novembre 1873 alle nove del mattino, a Parigi, ebbe luogo il duello tra il principe Nicola Ghika ed il principe Soutzo. Si batterono colla pistola a venti passi di distanza. I testimoni avevano caricato le armi con doppia carica, fiduciosi che le palle, spinte da troppa forza, andassero a sbattere lontano dai duellanti. I due avversari spararono insieme e Ghika colpito al basso dell’anca, ricevette la palla avversaria nella vescica. Appena videro cadere l’infelice, Soutzo e i suoi testimoni fuggirono. I padrini di Ghika si precipitarono invece in soccorso del ferito, lo collocarono pietosamente in una vettura, e a piedi fecero le tre leghe che li separavano da Fontainebleau.

Trasportato dai medici e dai padrini all’albergo del Cheval Blanc, il principe Ghika fu curato con tutte le risorse, che la scienza poteva suggerire; ma che, davanti allo stato gravissimo del ferito, riuscirono infruttuose, talchè il principe in breve morì.


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