Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/219

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

207

zareff fossero fidanzati, corse tosto nei circoli militari e aristocratici di Pietroburgo e del Caucaso.

Il capitano, infatti, aveva presentata la sua domanda per autorizzazione di matrimonio ai superiori; ma la giovane non ottenne, come desiderava, il beneplacito da parte dei parenti del capitano.

E dopo un lungo, inesplicabile silenzio, Panioutine, tornato a Pietroburgo, scrisse alla signorina Lazareff, che per ubbidire alla madre egli doveva sposare, come precedentemente era stato deciso, la principessa O**.

La Lazareff rispose: «Nel momento di legare la mia vita ad uomo senza carattere, sono troppo felice di esserne avvisata in tempo».

Questa corrispondenza fu tenuta segreta; ma quando venne a conoscenza dei fratelli di madamigella Nina, convennero di mandare il fratello minore, Pietro Lazareff, a sfidare il capitano Panioutine. La lettera di provocazione fu sequestrata dalla madre di questo, la quale non volle turbata la luna di miele di suo figlio. Ma, alfine, l’incontro avvenne, il duello fu deciso ed ebbe luogo in una foresta presso Pietroburgo, alla pistola, 22 passi di distanza, con facoltà di avvicinarsi fino a 15 passi.

Padrini furono quattro ufficiali. Al primo comando di fuoco una palla di Panioutine sfiorò la testa di Lazareff, al quale l’arma fece cecca. Secondo gli accordi prestabiliti, cambiò la carica e questa volta ferì così gravemente il Panioutine, che ne morì all’indomani.

La legge russa determina: se l’offeso è ucciso, l’offensore sarà punito con 6 anni e 8 mesi di carcere; se l’offensore è ucciso, l’offeso sarà punito col carcere per due anni e sei mesi.

Il tribunale considerò il Lazareff come offeso dalla condotta di Panioutine, e condannò il primo a due anni e sei mesi di fortezza.

Questo duello ha un curioso e triste riscontro in quello accaduto nel 1838 tra il conte Paolo Petrowitch Novosiline e il figlio del generale Savatchernick.

Sola differenza, che qui c’era di mezzo una semplice