Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/253

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

241

del Torre. Ora, fra il Popper e il Romano, durante il dibattito del giudizio, sorsero vive contese, tanto che il Popper dichiarò che non avrebbe firmato il verdetto.

Il Popper, ingegnere della Terra del Fuoco, a quanto pare, portò nella vertenza l’indole vulcanica del suo paese.

La miccia prese fuoco e la prima questione Torre-Schejola, dilagando, dette origine ad una nuova vertenza tra il Romano e il Popper; vertenza, che per l’intromissione dei padrini, terminò con un non luogo a combattimento.

Frattanto il Valentini, usando semplicemente di un suo diritto, scrisse il verdetto ed il Popper, lungi dal volerlo firmare, dichiarò sui giornali che non ne teneva conto, narrando a suo modo i fatti.

Da ciò un’altra questione personale, la terza, tra Valentini e il Popper. Il Valentini, da buon romagnuolo, si pose a disposizione del Popper, inviandogli i signori avvocati Ottolenghi ed Alfredo del Bono, ma per una semplice partita d’armi. Mandato limitato, ma risoluto!

Durante le trattative, il Popper dichiarò, però, di non avere autorizzato in alcun modo la pubblicazione della sua lettera, la quale doveva attribuirsi ad una indiscrezione. Con tale dichiarazione il motivo della sfida cadeva di per se stesso; talchè, i rappresentanti del Valentini stimarono opportuno ritirare la pubblicazione di una risposta del mandante loro a quella del Popper.

Furono fatti i verbali delle due parti e qui — nuova fatalità — avvenne che i padrini li comunicassero ai contendenti con lettere stese in forma molto diversa, e che il verbale venisse pubblicato adulterato — afferma la Patria Italiana — su un altro giornale, e precisamente sull’Operaio Italiano, mettendovi in grosso, come titolo, la parola «Ritirano».

Ed ecco sorgere una quarta vertenza, in derivazione sempre dell’«oro sellado».

Valentini, giustamente offesosi, mandò il signor Vincenzo Franco a chiedere spiegazioni all’Operaio Italiano, ed il Franco ebbe per risposta, da parte del dottor Torquato Sacchi, direttore del predetto giornale, che il verbale era


16