Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/262

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assistere contro di me; non accetta quelli che, per levarlo d’imbarazzo, gli si offrono — insulta tanto per mantenersi in carattere e..., fuori delle regole della cavalleria, anche i miei rappresentanti — e mi lascia senza la chiestagli riparazione, e tutto ciò perchè — dice lui — io sono stato condannato per truffe e ricatti.

«Lasciamo andare che i pretesi truffati da me, hanno protestato contro la sentenza che, tra parentesi, di ricatti non parla — lasciamo andare che il Carducci (gli chiedo perdono se lo nomino in una polemica con Magrini) la qualificò un’infamia dicendomi — in una pubblicazione recente — molto migliore di coloro che mi sorsero giudici addosso, mentre cadevo vittima delle Forche Caudine.

«Se il signor Magrini vuol leggere ciò che in proposito dice il codice cavalleresco dell’Angelini, io glie ne manderò una copia.... gratis.

«Tanto e tanto i libri a me non costano nulla.... perchè li rubo.

«Soltanto, poichè il Magrini mi rifiuta quelle riparazioni che, ripeto, i gentiluomini, quando offendono sanno, occorrendo, accordare, io procederò legalmente contro di lui domandando che venga nuovamente condannato come diffamatore.

«Dico «nuovamente» perchè condannato come diffamatore lo fu altre volte.

«Ci vorranno avvocati e denari. È vero. Ma avvocati non ne mancano mai, pur troppo! — Quanto ai denari c’è sempre qualcuno cui fare ricatto!

«Ci sono abituato!».


1893. Nani-Grassi; Gillain e Verderberghe. — (Catania, 21 febbraio). L’avv. Francesco Grassi provocato dall’avv. Enrico Nani — cercate la donna e la troverete — lo percosse in viso: onde una sfida alla sciabola con guanto di spada. Erano rappresentanti del Nani i signori dott. F. Migneco e D. Amato;