Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/290

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«Cosa vuol dire essere disgraziati!

«Più bugie in meno parole non si potevano impastare! Ma siccome il signor Lelio io l’avevo ammonito, stavolta merita ch’io mi diverta a sue spese.

«Diciamo dunque al povero signor Lelio che io andai in seno alla Commissione non già non invitato, ma, ahimè! solo quando uno dei membri della Commissione stessa, venne in persona, d’incarico e a nome di tutta la giunta e del suo presidente, a invitarmi, e recatomi alla chiamata, il presidente Bonacci, a nome dei colleghi, con una cordialità squisita e affettuosa di parole, di cui gli sono grato, mi spiegò come la Giunta appena appreso ch’io desideravo essere udito, fu unanime immediatamente nel pensiero di chiamarmi.

«Ringraziato che ebbi il presidente e i colleghi, diedi alla Giunta, che onorommi dell’attenzione più cortese, spiegazioni «non già sugli articoli incriminati», i quali viceversa non sono che poche parole della mia unica lettera a Vassallo (!!) intorno al caso Perrone-Mosconi, ma sul perchè io desideravo che il processo si facesse, avendo dal primo giorno che entrai nella Camera combattuto sempre il privilegio dell’art. 45, e parendomi che nel caso concreto meno che mai ci fossero ragioni di servirsene, e di rifiutare l’autorizzazione: sicchè la commissione aderì a prender atto, come fece l’egregio relatore espressamente, del mio desiderio, avendo accondisceso alla mia preghiera anche quei Commissari che l’autorizzazione volevano rifiutare.

«Esposi poi particolareggiatamente ai membri della Commissione il perchè, rispetto alle origini dell’articolo, per il quale pregavo a non negar l’autorizzazione, mi era caro più che mai rivendicare con orgoglio la loro stima e quella dei miei colleghi della Camera. Ed espostole minutamente, e «illuminata che ebbi la Commissione sulle origini dei fatti» come dice testualmente la relazione, e rinnovata che ebbi, in base a ciò, la mia dichiarazione che il relatore trascrisse, «che esulava dal fatto la garanzia statutaria» il presidente, a nome dei colleghi, con nuove parole cordialissime ci tenne a ringraziarmi, e su questo ringraziamento, a mia volta ringraziando, mi accomiatai.