Pagina:I Malavoglia.djvu/187

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Maruzza, Mena, e le vicine, che strillavano sulla piazza e si battevano il petto, lo videro arrivare in tal modo, disteso sulla scala, e colla faccia bianca, come un morto.

— Niente! niente! — andava assicurando don Michele in capo alla folla, — una cosa da nulla! — e corse dallo speziale per l’aceto dei sette ladri. Don Franco venne in persona tenendo colle due mani la boccetta, e accorsero anche Piedipapera, comare Grazia, i Zuppiddi, padron Cipolla e tutto il vicinato, nella strada del Nero, chè in quelle occasioni si mette un sasso su ogni quistione, ed era venuta anche la Locca, la quale andava sempre dove c’era folla, quando sentiva del brusìo pel paese, di notte o di giorno, quasi non chiudesse più gli occhi, e aspettasse sempre il suo Menico. Sicchè la gente si accalcava nella stradicciuola davanti alla casa dei Malavoglia, come se ci fosse il morto, tanto che la cugina Anna dovette chiuder l’uscio sul mostaccio a tutti.

— Lasciatemi entrare! — gridava la Nunziata picchiando coi pugni sull’uscio, che era accorsa mezzo svestita. — Lasciatemi vedere cos’è successo da comare Maruzza!

— Allora era inutile mandarci per la scala, che dopo non ci lasciano entrare in casa per vedere cos’è! — strepitava il figlio della Locca.

La Zuppidda e la Mangiacarrubbe avevano dimenticato tutti gli improperi che si erano detti, e cianciavano davanti alla porta, colle mani sotto il grembiule. — Già quel mestiere lì è fatto in tal modo, e

Verga, I Malavoglia. 12