Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, II.djvu/307

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666 I Nibelunghi

Nobil Rüedgero, ci aitaste adunque!
Poi che molti qui abbiamo in nostra terra
60Già dati a morte, d’uopo a noi non era
Di più d’averne; e male assai faceste.
     Così rispose il cavaliere illustre:
Perchè costui l’anima mia crucciava
E a me rimproverò la mia dovizia
65E gli onori ch’ebb’io dalle tue mani
In copia grande, al menzognero incolse
D’incomoda accoglienza un cotal poco.
     Venne allor la regina, ed ella ancora
Visto avea ciò che incolse all’uom degli Unni
70Per l’ira dell’eroe, chè fieramente
Ella piangeva, e n’eran gli occhi molli.
A Rüedgero ella disse: Oh! di qual guisa
Questo mertammo noi che l’aspra doglia
A me aumentiate e al mio signor? Diceste,
75Qui voi diceste a noi, nobil Rüedgero,
Che l’onore e la vita anche per noi
Rischiata avreste, ed io da molti intesi
Prodi e gagliardi tributar le lodi
A voi più grandi. Vostra grazia ancora