Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, II.djvu/315

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674 I Nibelunghi

Per sue castella e per la terra sua
230Aver merto Rüedgero! — Ed a l’istante
Che sua parola il suonator di giga
Così finìa, quell’inclito Rüedgero
Visto fu là, dinanzi dal palagio.
Quella buona sua targa egli deposta
235Avea dinanzi a’ piedi or che agli amici
Disdir servigi ed amistà dovea.
     Verso la sala il nobile margravio
Questa voce mandava: Ora voi tutti
Vi difendete, o Nibelunghi arditi.
240E v’era d’uopo aver di me l’aita;
Or da mia forza vi guardate. Amici
Eramo in pria, ma dell’antica fede
Ora spogliar mi vo’. — A quell’annunzio
Fûr costernati gli uomini tapini,
245Chè non ebbe un sol d’essi alcuna gioia
Per ch’egli sì con tal, ch’eragli amico,
Or dovesse pugnar. Da’ lor nemici
Durato avean soverchio duolo assai.
     Gunthèr prode dicea: Deh! voglia intanto
250Iddio dal ciel che anche vêr noi si muova