Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, II.djvu/361

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720 I NIbelunghi

Quei da Tronèga: Vedo là venirne
Sire Dietrico! Ed egli, dopo tante
Forti sventure che qui gli hanno incolto,
15Contrastar con noi vuole. Oggi la gente
Chi dir dovrà il miglior, vedrà davvero.
Che se costui ch’è da Verona, prence
Dietrico, sè medesmo anche non puote
Non creder così forte e sì tremendo.
20Ed egli vuol, per ciò che gli si fece
(Hàgen così dicea), pigliar vendetta,
Io cor verace avrò di stargli a fronte.
     E Dietrico e Hildebrando este parole
Udìano intanto. E quegli venne1 dove
25Ambo starsi trovò que’ due guerrieri2
Fuor dalla casa, alla parete quivi
Appoggiati dell’aula. Ivi depose
Prence Dietrico la sua targa buona
E con affanno di dolor fe’ un detto:

  1. Dietrico.
  2. Hagene e Gunthero, i soli superstiti dei Borgognoni.