Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, II.djvu/6

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I Nibelunghi 365

35Amico mio, s‘ella dovrà in mia terra
La corona portar. Che se leggiadra
N’è la persona quale a me si dice,
Nullo dolor ne avranno mai cotesti
40Amici miei migliori. — Ella d’assai
A quella sì leggiadra, e mia signora,
Hèlche possente rassomiglia; e certo,
Quaggiù nel mondo, d’alcun re la donna
Esser più bella non potrìa. Colui,
45Ch’ella si accoglie per amico, oh! molto
Potrà per essa consolar sua vita!
     Ruëdgèr, la chiedi adunque, il re gli disse,
Ov’io caro a te sia. Che se m’è dato
Giacermi al fianco di Kriemhilde, in guisa
50Miglior ch’io possa, ti darò mercede,
Chè avrai tu veramente allor compiuta
Ogni mia brama. Da’ tesori miei
Dar ti farò tutto che vuoi di vesti
E di cavalli, perchè tu e i consorti
55Viver lieti possiate. Io, per cotesto
Messaggio vostro, d’apprestar gran cose
Cenno farò. — Se le dovizie tue

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