Pagina:I Paralipomeni del Lucifero.djvu/26

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20 canto primo

In questi accenti prorompea:
                                    — Trionfa.
O incontrastato vincitor di larve,
Non men risibil dell’eroe perenne
235D’otri nemico e di mulini! È questa
La tua vantata libertà di spirto?
La tua redenzion? Questa di tanti
Sforzi la meta? E liberar le genti
Di una gran Larva dovevam per farle
240Adoratrici di più vana cosa?
Incedi pettoruto e l’imperiale
Coda del manto dietro te trascina,
Mentre le file dei plaudenti schiavi
Inarcano le docili agl’inchini
245Vertebri e fanno sul tremante petto
Croce le braccia, come un dì le schiere
Dei chèrubi e dei santi al cuspidato
Padre eterno solean! Trionfa ancora,
Facile vincitor di donnicciuole,
250Se pur la fama che ti diè di tanto
Seduttor rinomanza assurda figlia
Non fu d’invisa alle celesti suore
Mente mortal!1 Ma verrà dì (presaga

  1. Lucifero, canto XIII.