Pagina:I Paralipomeni del Lucifero.djvu/32

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26 canto primo

    Ma a Te non meno che all’Eroe saliva
Il plauso, a Te, che in non mai tocche sponde
365Dell’epico universo il piè posasti;
E immensi schiusi continenti all’Arte,
Altra corona non chiedesti al cielo
Fuor che la fronda dall’industre e pia
Man dell’amore al capo tuo contesta.

    370Ben oltre il mezzo di suo corso spinto
Già dell’umida Notte erasi il carro,
Eocciduo volgevasi degli astri
Il seguace splendor; quando la selva
Lasciando Belzebù, cauto per muti
375Ravvolgimenti torse il piè. Sul fronte
Sinistro gli ghignava il maledetto
Pensier del tradimento, e dalle nari
Il feroce soffiava alito e il puzzo
Che del pravo suo cor rendeano imago.
380Così protetto dal notturno orrore
La cieca soglia penetrò del Nulla.


Fine del Canto I.