Pagina:I Robinson Italiani.djvu/91

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Attraverso i boschi 85

pentola, alcuni tondi, le forchette, e lo Sciancatello, già robusto, portava la tenda e una parte di pane.

Le due scimmie dapprima si erano mostrate ricalcitranti a portare la loro parte di bagaglio, ma l’orang-outan, che si era armato d’un randello, le aveva ben presto domate e ora esse marciavano sotto la sua sorveglianza, pronto a battere sulle loro spalle un pezzo musicale da far strappare urla di dolore.

Il mondo alato si risvegliava sotto la brusca invasione della luce. In mezzo alle foglie degli alberi e dei cespugli ingemmati dalla rugiada notturna, svolazzavano a gruppi i più belli uccelli, le cui penne variopinte, a riflessi d’oro e d’argento o di rame, scintillavano vivamente sotto i primi sprazzi luminosi dell’astro diurno, sorgente sull’orizzonte.

I graziosi epimachus arruffavano le loro penne vellutate e brillanti, come se fossero cosparse di pagliuzze d’oro, e le loro lunghe code sottili; i bellissimi chimachus, volatili grossi come un piccione, col corpo anteriore nerissimo con striature d’oro e il posteriore candido, e la coda formata di barbe lunghissime e arricciate, si spennacchiavano reciprocamente coi loro becchi sottilissimi ma assai lunghi; i charmasyna, specie di pappagalli, colle piume rosse e gialle a striature nere, cominciavano i loro cicalecci scordati ed importuni, mentre le splendide parozie dorate, scintillanti di mille colori, immobili sulle più alte cime degli alberi, si ubbriacavano di sole, lasciando ondeggiare graziosamente le cinque barbe piantate sulle loro teste e terminanti in una specie di fiocco, ai soffi della brezza marina.

Miriadi d’insetti svolazzavano poi in tutte le direzioni: farfalle sfolgoranti, di dimensioni straordinarie, s’incrociavano sopra i fiori o attorno ai vasi vegetali dei calamus rimasti ancora aperti; farfalline rosse, gialle, azzurre ed anche battaglioni di lucertoline volanti, chiamate dai Malesi draco, bizzarri animaletti lunghi venti centimetri, colla coda compressa, colle zampine unite da una membrana che serve come di ali e che permette a loro di spiccare delle volate di venti e perfino trenta metri.