Pagina:I Vicerè.djvu/216

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
214 I Vicerè

incaponiva nell’altra interpretazione, e la povera Suor Crocifissa piangeva sera e mattina. In un momento di malumore, viste inutili le trattative amichevoli, la Badessa aveva confidato al marchese ed a Chiara un’altra birbonata del principe: donna Teresa, felice memoria, prima di partire pel Belvedere, donde non doveva più tornare, le aveva affidato, perchè la custodisse nel tesoro della badìa e la consegnasse al signor Marco, il quale doveva poi darla a Raimondo, una cassetta piena di monete d’oro e d’oggetti preziosi: appena spirata la madre, Giacomo s’era presentato per ritirare il deposito; e poichè ella aveva opposto qualche difficoltà, era tornato col signor Marco, al quale non aveva potuto rifiutarlo...

Marito e moglie restarono un poco scandalizzati, ma non si sarebbero amossi, se la Badessa, per tirarli dalla sua, non avesse loro detto che il glorioso San Francesco di Paola non aveva più reso fecondo il loro matrimonio e che la prima gravidanza era andata in fumo, perchè essi lasciavano consumare il sacrilegio in danno della badìa. Con questa pulce nell’orecchio, si rivoltarono tutt’e due contro il principe, ma specialmente Chiara persuadeva il marito delle birbonate del fratello. Il marchese chinava il capo alle ragioni della moglie, e a poco a poco dalla fondazione delle messe e dal carpito deposito venivano alle altre quistioni dell’eredità: alla divisione arbitraria, al numerario sottratto, ai conti rifiutati, alla pretesa che la finta apoca dell’assegno facesse fede dell’avvenuto pagamento, a tutte le ragioni di don Blasco, il quale scendeva apposta da Nicolosi per soffiar nel bossolo. Fra sette mesi si sarebbero compiuti i tre anni dalla morte della madre, dopo i quali le donne dovevano riscuotere la loro parte, che il principe, quantunque avesse promesso di pagare anticipatamente, teneva ancora per sè; bisognava dunque mettere presto in chiaro tutte quelle cose, stabilire quel che veramente toccava loro. Ma reciprocamente persuasi che, se non reclamavano, Giacomo li avrebbe messi in mezzo, nè la moglie nè il marito osavano lagnarsi direttamente col fratello e cognato, tanto