Pagina:I Vicerè.djvu/217

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I Vicerè 215

era forte l’istinto del rispetto verso il capo della casa. Chiara però, volendo dimostrare il proprio zelo, si mise ad istigare Lucrezia, perchè poi questa cercasse di trarre dalla sua anche Ferdinando: ella si chiudeva in camera con la sorella, o la tirava in un angolo, per dirle tutte le ragioni dello zio monaco, aggiungendo che lei, Lucrezia, era la più sacrificata di tutti, poichè, continuando la politica della madre, Giacomo non l’avrebbe maritata, o l’avrebbe maritata il più tardi possibile, per restar padrone d’amministrar la dote. Lucrezia, non comprendendo nulla degli affari, la lasciava dire, rispondeva: «La vedremo!... Ho da dire anch’io la mia!...» Non confidava alla sorella di voler bene a Benedetto Giulente, nè avrebbe dato retta alle istigazioni di lei, come non ne aveva dato a quelle dello zio monaco, se il principe, accortosi di quei secreti conciliaboli, di quei tentativi di congiura fatti nella sua propria casa, mentre godevano della sua ospitalità, non avesse trattato più freddamente le sorelle e tolto il saluto a Giulente. Lucrezia, risaputolo e consultatasi con la cameriera, la quale disse che era tempo di farsi sentire se il principe si portava male anche col «signorino,» aprì l’orecchio alle ragioni di Chiara. La sorda ostilità tra fratello e sorelle s’inasprì al ritorno dal Belvedere, quando Lucrezia cominciò a lagnarsi con Ferdinando, per farlo entrare nella lega. Allora entrò in scena Padre Camillo, il confessore.

Tornato da Roma dopo la morte della principessa, il Domenicano era rimasto, con stupore di tutti, confessore del principe come ai tempi della madre. Giacomo non solamente s’accostava al sacramento della penitenza ogni mese, ma chiamava in casa il Padre spirituale, prendeva consiglio da lui come aveva fatto donna Teresa, e don Blasco fiottava contro «questo collotorto Gesuita» che, dopo aver fatto da spia alla madre, faceva ora da spia al figliuolo, ragione per cui «quel ladro» di Giacomo non lo aveva preso «a calci nel preterito.» Ma Padre Camillo, tutto Gesù e Ma-