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222 I Vicerè

mondo è padre di famiglia, donna Isabella ha marito anche lei: che vogliono fare?... In casa Fersa c’è guerra scatenata tra suocera e nuora: bisognerebbe persuadere il cugino a farla finita, una buona volta.

— E perchè lo dite a me? — rispose Giacomo, stringendosi nelle spalle.

— Perchè? Perchè io non ho molta confidenza con Raimondo.... e poi, sarebbe meglio che gli parlaste voi, che siete il capo della casa, e potete....

— Sbagliate. Io non posso nulla: qui ciascuno fa a modo suo. Altro che capo! Persuadetevi che per poco non sono la coda!...

La cugina tornava a invocare l’autorità del cugino, il principe a lagnarsi della mancanza d’accordo che c’era in quella famiglia, mentr’egli invece avrebbe voluto che tutti fossero uniti, affezionati l’uno con l’altro, disposti ad aiutarsi, a consigliarsi vicendevolmente.

— Volete che io parli a mio fratello? È capace di rispondermi: «Di che cosa ti mescoli?» E non sarebbe la prima risposta di questo genere.... Cara cugina, voi sapete che teste quadre sono le nostre!... No, no, credete a me: sarebbe inutile, se non peggio.

La cugina, a cui non pareva vero di poter mettere le mani in pasta, ricominciò quel discorso con la principessa.

— Dici davvero?... — esclamò donna Margherita, la quale non si era avvista mai di niente. — Povera Matilde!... non meritava questo trattamento!

— È quel che dico io! Con una moglie tanto graziosa, non si capisce perchè Raimondo cerchi distrazioni fuori casa.... Ma la testa degli uomini: chi sa leggere in questo libro?... Mi dispiace quanto l’anima! Due famiglie disturbate, mentre avrebbero potuto vivere in pace ed armonia!... Basta, il cugino dovrebbe adesso persuadersi di lasciar quieta donna Isabella. Per me, non avrei difficoltà di dirglielo a viso aperto: non ho già paura che mi mangi! Ma sai bene: è vero che siamo cugini; ma che si potrebbe dire, che io cerco di mettere