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366 I Vicerè

a dormire, quando l’abbaiare dei cani lo destò di repente; il fattore già picchiava all’uscio.

— Eccellenza! Eccellenza!.... C’è qui suo fratello.... Il signor principe....

Egli balzò in piedi, stropicciandosi gli occhi. Giacomo da lui? Adesso che c’era Raimondo? E se si fossero incontrati?....

— Vengo subito.... trattienilo tu.... ma non dir nulla....

— Come, Eccellenza?... Se i suoi fratelli stanno parlando insieme?... C’è anche la principessa...

Sceso giù a precipizio per evitare qualche guaio, Ferdinando entrò nel salotto e trovò i fratelli e le cognate che chiacchieravano allegramente.

— Passavamo di qui, — gli disse il principe, — e abbiamo pensato di farvi una visita...


Il domani, nella Sala Gialla, la cugina Graziella, venuta prima di colazione e trovata la principessa in compagnia di don Mariano, se la prendeva con più calore del solito contro Raimondo e l’amica sua, narrava i loro nuovi armeggii, le istanze fatte allo zio duca perchè prestasse la sua autorità di deputato per ottenere lo scioglimento dei matrimonii, perchè persuadesse il suo amico Palmi ad acconsentirvi. La principessa, sui carboni ardenti, si faceva di mille colori, alzava, abbassava e girava gli occhi, pareva invocare l’intervento di don Mariano; e don Mariano tossicchiando un poco voleva avvertire la cugina di non insistere; ma questa continuava con nuova lena:

— Almeno, avessero un po’ di pazienza! Si libereranno egualmente, perché la povera Matilde sta per morire... Pare che vogliano affrettare la sua fine!... Tutte queste notizie figuratevi che effetto le fanno!... Ma suo padre giura più terribilmente di prima che non acconsentirà mai a fare il comodo loro.... Sua figlia lo scongiura di desistere perchè anche a lui, quando arrivano di queste notizie, è come se gli pigliasse un colpo apoplettico....