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380 I Vicerè

avesse una tresca fuori casa, la scusava, e dichiarava di non poterla veder soffrire. «Le tentazioni, per queste povere ragazze, sono tante!... Speriamo che la sposerà, chi è stato.... Io so che cosa vuol dire gravidanza.... Non ho il coraggio di buttarla in mezzo a una strada....» Ma il più bello era che il marchese si seccava e si vergognava anche un poco di quella paternità clandestina. Col marito, Chiara non aveva tenuto nessun discorso in proposito; ma quando la cugina Graziella si mise anche lei della partita, venendo a dirle di mandar via quella sgualdrina, ella si fece rossa, non sapendo lì per lì che rispondere; ma appena l’altra se ne andò, proruppe, rivolta a Federico:

— Sentila, adesso!... Io faccio quel che mi pare e piace, e tu solo hai il diritto di comandare, qui dentro!... Fa la scrupolosa, adesso, questa non so che cosa! Dopo che ruba Giacomo a sua moglie! Ci vuole la sciocchezza di mia cognata, per non accorgersi di nulla!...

Veramente, più d’uno ne cominciava ora a mormorare, e tra la servitù delle due case correvano già certe occhiate d’intelligenza, si scambiavano certi commenti che facevano inghiottire a Baldassarre botti di veleno. Il signor principe non poteva dunque fare un atto di carità, sorvegliando l’amministrazione intricata della cugina, che già le lingue di vipera ci trovavano a ridire? Forse perchè s’era parlato di matrimonio tanti anni addietro? Ma il padrone aveva fatto la volontà della principessa, sant’anima, e adesso pensava ai suoi figli, rispettava la moglie, aveva tutt’altro pel capo che le galanterie! Se avesse voluto andar dietro alla cugina, ne avrebbe avuto tanto tempo, senza aspettar la morte del marito, perchè proprio quel buon diavolaccio del cavalier Carvano non era tipo da metter paura! Non vedevano del resto la principessa? Era la più interessata di tutti a sapere la verità; e se quelle ciarle maligne avessero avuto fondamento, se ne sarebbe rimasta così tranquilla?...

La principessa era più tranquilla che mai, sempre