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566 I Vicerè

mentò la via Appia, «che da Roma conduceva all’Adriatico,» dimostrò la necessità di sistemare le strade; e la città fu messa sottosopra, somme considerevoli furono spese per indennizzare i proprietarii danneggiati; ma la vistosità dei risultati fruttò considerevoli elogi al giovane amministratore.

Con le strade, l’amministrazione di Mirabella, come tutti la chiamavano, provvide alla costruzione d’un grande mercato, d’un grande teatro, d’un grande macello, d’una grande caserma, d’un gran cimitero. Nuovi edifizii sorgevano da per tutto, il lavoro non cessava, la città trasformavasi, le lodi del principino salivano al cielo. Qualcuno, timidamente, faceva osservare che tutte quelle cose stavano benissimo; ma, e i quattrini? Ce n’erano abbastanza?... Consalvo rispondeva che il bilancio d’una città in via di continuo progresso «presentava tale elasticità» da permettere non che quelle, ma spese anche maggiori. La popolarità essendo tutta sua, egli faceva degli assessori ciò che voleva; se manifestavasi qualche velleità di contraddizione, la sedava suscitando gli uni contro gli altri coloro che s’accordavano nell’opposizione; oppure, quando la faccenda era più seria, minacciando di andarsene. Allora tutti si chetavano. E di quel che riusciva bene egli aveva tutto il merito; di quel che non otteneva l’approvazione del popolo egli gettava la colpa sulle spalle della Giunta. Le tornate consiliari erano diventate uno spettacolo a cui, grazie alla «tribuna» pubblica, la gente accorreva come alla commedia o al giuoco dei bussolotti; i socii del Club, gli ex-compagni di bagordi del principino salivano di tanto in tanto lassù, con l’intenzione di canzonarlo; ma la serietà, il sussiego, l’autorità di Consalvo li sgominava talmente, che essi arrischiavano appena tra loro qualche epigramma.... Chi rammentava più la prima fase della sua vita? La sua riuscita lo insuperbiva, la sua forza quasi lo stupiva; ma ormai non era sicuro di poter arrivare dove avrebbe voluto? «Sarà deputato, lo manderemo a Roma quando avrà gli anni; in lui c’è