Pagina:I precursori di Lombroso.djvu/165

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i precursori dell'arte, ecc. 159

siana sul genio e delle sue applicazioni, abbia a trovare posto in questo volumetto.

È impossibile negare valore alla somma dei fatti raccolti dal Lombroso e dalla sua Scuola, i quali provano come il genio abbia comune coll’epilessia la straordinaria irritabilità della corteccia, le vertigini, le convulsioni, le amnesie, le allucinazioni, le intermittenze, le periodicità; come i caratteri degenerativi del genio, mancinismo, precocità, sterilità; misoneismo parziale, doppia personalità, iperestesie, anestesie, o le vere forme di alienazioni, come in Baudelaire, Comte, Tasso, Cardano, Leuau, Gérard de Nerval, Maupassant, ecc. sieno più frequenti nei geni, e come l’eziologia del genio sia sottoposta ad un cumulo di influenze, meteore, clima, razza, malattie cerebrali nei genitori, eredità collaterale pazzesca, con strette analogie con quanto avviene per gli alienati ed è altrettanto indiscutibile come la pazzia molte volte faccia diventare per un momento geniale un uomo mediocre, tanto da aver condotto all’opinione popolare che qualifica coll’appellativo di poeta chi sia strano e pazzesco; tutto questo dico è un materiale che getta una gran luce sulla questione del genio, e nessuno può infirmare che tutto ciò non debba spettare al dominio della psicologia e della psichiatria.

Vedendo che alcuni di questi concetti vennero già sviluppati da chi è insospettato di accomodare l’osservazione alla teorica preconcetta, questa ne ritrarrà, lo spero, argomento presso gli onesti di maggior considerazione.