Pagina:Ida Baccini, La mia vita ricordi autobiografici.djvu/303

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nerazione? Ah, voi esaltate il paganesimo, imbelli giovani dell’età moderna? Bisognerebbe che lo conosceste meglio, e meglio ne capiste la sublime poesia! La bellezza senza il sentimento che la inspira è una vana bellezza; è simile a un museo pieno d’armi antiche e di stendardi laceri, a un cofano vuoto che abbia un giorno contenuto lettere d’amore, a uno di quei grandi finestroni istoriati da figure bizantine, di cui il sole non incendi il musaico multicolore: a una pallida donna marmorea distesa su un sarcofago a cui tutti s’inchinano, ma che nessuno bacia.

I giovani hanno risposto al mio appello e sopratutto le giovani donne per cui ho pensato e scritto? Non so. Forse la fioritura verrà più tardi; e i germi non sono ancora fecondi. So soltanto che la mia semplice arte è stata imitata da molti e da molte; so soltanto che a molti ho insegnato a scrivere, se non ad amare. Né mi lagno o inveisco contro qualcuno. A che varrebbe? La mia esperienza mi ha insegnato che la vita è semplice e che nella semplicità è il segreto del bene. Gli uomini hanno ancora molto da camminare prima di giungere alla verità, e sono schiavi troppo delle loro passioni e son servi troppo alle loro idee stolide. L’avvenire è di chi vince se stesso per l’ideale; l’opera del futuro è quindi la riforma dell’educazione. E non vi sarà educazione perfetta senza perfetta libertà.

Terminò oggi questo libro, oggi in cui una pietosa tradizione cristiana guida un giovane sacerdote a benedire le nostre case. Vorrei che un po’ di benedizione