Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/41

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canto secondo. 29

255Fece oltraggio alla vostra. I suoi tiranni
V’oltraggiaro, non ella, che cortese
Arti dievvi e scïenze, ed or bramose
V’apre le braccia, e a sè vi chiama, e spera
Dal Francese valor non danno ed onta,
260Ma presidio e salute, e dell’antico
Suo beneficio la mercè. Calcando
L’Itala polve ti rammenta adunque
Che tutta è sacra; che il tuo piè calpesta
La tomba degli eroi, ch’ivi han riposo
265L’ombre de’ forti, e che de’ forti i figli
Hanno al piè la catena, e non al core;
Chè in que’ cor non morì, ma dorme il foco
Dell’antica virtù, dorme il coraggio,
Dormon le grandi passïoni. Oh sorga,
270Sorga alfine alcun Dio che le risvegli,
Che la reina delle genti al primo
Splendor ritorni, ed il sepolto scettro
Della Terra rialzi in Campidoglio!
Questi voti al valor consacro, o figlio,
275Dell’auspicato BONAPARTE. Il fiero
Spirto che ferve in quel profondo petto