Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/43

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canto secondo. 31

Si commosse Malvina a quel pietoso
300Racconto, e i moti fea del cor palesi
L’alta eloquenza del tacer. Quetato
Degli affetti il tumulto, si riscosse
Il Bardo e disse: Nella tua favella
Una forte risplende alma sublime,
305Valoroso Terigi, e l’ascoltarti
È gioja che si sente e non si parla.
Ma di quïete or le tue piaghe han d’uopo,
D’alta quïete, e il sanator di tutte
Cure, l’amico degli afflitti, il sonno
310Tempo è che scenda a riparar le spente
Tue forze. Avremo alle parole assai
Ore acconce altra volta. In questo dire
Surse il veglio, abbracciollo; e su le labbra
Ponendo in atto di silenzio il dito,
315Allontanossi. Taciturna e lenta
Il seguìa la donzella, e un guardo indietro
Dalla soglia piegò con un sospiro
Che dicea: parte il piè, ma resta il core.


Fine del Canto Secondo.