Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/76

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64 il bardo

Sol del sangue d’Europa e del suo pianto
     Cresciuta sempre, e sempre sitibonda,
     35Anglia feroce dell’ulivo al santo
     Ramo insultava su l’Atlantic’onda,
     E comprava delitti, e sol di tanto
     Si dolea, che non fosse ancor feconda
     Di tradimenti assai la disleale
     40Quant’era di valor la sua rivale.
Questa di ferro e di sublime ardire,
     Quella d’oro e di fraudi era possente.
     Vide il grande Guerriero che ferire
     Fea bisogno la cruda in orïente,
     45E all’avara su l’Indo inaridire
     Dell’auro corruttor la rea sorgente:
     Chè su l’Indo inesausta ed infinita,
     Non sul Tamigi, è di costei la vita.
Chiude l’alto pensier nel suo gran seno,
     50Fa di forti un’eletta, e al mar s’affida.
     Non sì tosto sul dorso hallo il Tirreno,
     Che giunto al Nilo già la fama il grida.
     Salvo uscito sul Libico terreno,
     L’esercito si volse all’onda infida:
     55Guatò l’immensa liquida pianura,
     E ricordossi delle patrie mura.