Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/75

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canto quinto. 63

Allor Terigi incominciò: Gran cose,
     10Egregio veglio, a raccontar m’inviti,
     Come in sua forza BONAPARTE pose
     L’Egizia terra co’ suoi pochi arditi;
     E qual propizio Nume a più famose
     Prove salvo il ridusse ai nostri liti,
     15Ove i furori della patria spense
     Tutti, e d’Italia il rio destin redense.
Ma chi spinger potrà securo e solo
     Per tanto mar la temeraria antenna?
     Il valor di che parlo, è di tal volo,
     20Che nol può seguitar vela nè penna.
     Stanca è la tuba della Fama, e solo
     Qualcun de’ fatti memorandi accenna;
     E si lamenta che, ognor schietta e vera,
     Le più volte tenuta è menzognera.
25Già l’orgoglio Alemanno avea piegato
     Dinanzi al Franco sull’Isonzo il ciglio,
     E l’Insubre paese trïonfato
     Nuove leggi reggean, nuovo consiglio;
     Mentre ruggendo e a miglior dì serbato,
     30Il Veneto Lïon perdea l’artiglio;
     Ed Europa, che pace ai re chiedea,
     Già le sue piaghe ristorar parea.