Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/84

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72 il bardo

225Oltre Gaza respinti, oltre Siene
     Del Canopo i tiranni, a far beati
     Gli abitatori, a sciorne le catene
     I pensier tutti dell’Eroe fur dati.
     I santi dritti, ond’esce il comun bene,
     230I costumi, le curie, i magistrati
     Restituisce; e pien di maraviglia
     L’uomo dell’uom la dignità ripiglia.
Con severa bilancia ripartito
     Regola il carco che la patria impone;
     235Frange i ceppi al commercio, che fiorito
     L’arti risveglia, a cui la pace è sprone.
     Per le vie, per le case al dolce invito
     L’Industria ferve: ogni squallor depone
     Il già cangiato Egitto, e sente a prova
     240La presenza del Dio che lo rinnova.
Vita di tutto ei tutto osserva, e saggio
     Dispon dell’opra il mezzo e la maniera.
     Tale il re delle pecchie, allor che il raggio
     Del monton sveglia l’alma primavera,
     245A riparar del rio verno l’oltraggio
     Desta al lavor del miele e della cera
     L’industri ancelle, e, osservator severo
     Le fatiche ne scorre e il magistero.