Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/86

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74 il bardo

Ai lenti ceppi di tenace arena
     Altri toglie i canali; e quando i colti
     275Chieggon del Nilo la feconda piena
     Corregge i flutti vagabondi e sciolti.
     Altri all’aura le late ali disfrena
     Di ventoso molino; altri per molti
     Gorghi in severo idraulico travaglio
     280Getta nell’onde il tentator scandaglio.
Sagaci intorno al chimico fornello
     Sudano intanto d’Esculapio i figli,
     Che de’ morbi a frenar l’atro flagello
     D’erbe e nitri facean dotti perigli.
     285La schiava al fato stirpe d’Ismaello
     L’arte, che a morte sa troncar gli artigli,
     Stupita impara, e vede alfin che, dove
     L’uom si guarda, il destin l’urna non move.
Così l’alme scïenze ricondotte
     290Alla terra natìa per mano amica
     Dopo l’orror di lunga iniqua notte
     Salutár liete la lor cuna antica.
     E di saper più ricche ed incorrotte,
     E con fronte più casta e più pudica,
     295Il delitto espiár d’un esecrando
     Timor del Vero, che le spinse in bando.