Pagina:Il Buddha, Confucio e Lao-Tse.djvu/430

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parte seconda 355

che noi siam capaci di fare, e il libro nostro di contenere; laonde lascerò a questo punto l’argomento, trattato ora brevemente, per venire a parlare di quell’altra serie di scritture che abbiam chiamate classiche. Questo sarà soggetto del Capitolo seguente.


Capitolo IV.


Continuazione del medesimo soggetto.


I Quattro Libri Classici. — Il Ta-hsio. — Il Cung-yung, — Il Lun-yü.


§ 1. — I Sse-shu, ossia, per continuare a chiamarli come li abbiamo chiamati fin ora, i «Quattro classici», ci fan conoscere la maniera, con la quale Confucio intendeva i King; le illustrazioni e i commenti che vi faceva, insegnando a viva voce ai suoi discepoli: tutta la dottrina, insomma, ch’egli riuscì a cavar fuori da quelle memorie d’un tempo, che anche allora poteva dirsi antico. La prima cosa che si capisce leggendo alcun libro della scuola confuciana, cosa ripetuta tante e tante volte in ogni opera, in ogni volume, a ogni pagina, è che quella dottrina, quella grande scienza, per cui fu possibile la istituzione della civiltà cinese, per cui fu, ed è anc’oggi possibile un governo eccellente e durevole, l’avevano in tutta la sua pienezza i primi sovrani dell’Impero di Mezzo. E questo è quel che Confucio, fondatore di essa scuola, conobbe sin da principio, o crede di conoscere, desumendolo dalle gesto di que’ santi patriarchi del popolo sinico. Il difficile stava a saper propriamente in che consistesse questa scienza maravigliosa, che aveva la potenza di trasformare in popoli civili i popoli