Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/110

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si scostò alquanto e finalmente si mise anche lui a leggere davvero il suo libro.

Per qualche momento un silenzio profondo regnò nella cucina pulita e ordinata come una stanza da ricevere: e quei tre parevano una famigliola raccolta, quieta intorno al lume domestico.

La lettera di Pietro Paolo era lunga, scritta su uno di quei grandi fogli a quadratini che usavano un tempo i commercianti. Egli diceva di aver saputo della morte di Basilio, e invece di compiacersene faceva le sue condoglianze a Lia.

«So pure che non ti ha lasciato nulla, e questo mi fa meraviglia: ma tutto è possibile nel mondo, e le cose meno credibili sono quelle che più di frequente succedono. Chi per esempio mi avrebbe un giorno detto che io finivo così, e che mi sarei rassegnato a tutte le mie disgrazie!

«È che Dio ci dà la vita, ci dà la disgrazia, ma ci aiuta sempre. Così i miei affari grazie a Dio vanno bene: il mio negozio s’è ingrandito. Ho due commessi, e le ordinazioni crescono di giorno in giorno.