Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/132

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Rosa accorse verso la padrona come volesse porgerle aiuto.

— Sta male, Bellia?

— Sta male si, dice che ha la febbre. Questa malìa non passa mai, — mormorò la padrona con grande stanchezza. E le lagrime le corsero sul viso solcato d’inquietudine.

— Il dottore non vale a nulla, — proseguì. — Adesso abbiamo pensato con Zebedeo di condurre il ragazzo da un professore. Se occorre si andrà anche a Roma; purchè questa pena possa finire.

— Eppure.... Il cuore mi dice che il rimedio è forse più vicino che non si creda.

— E dimmelo, tu! Io ho fatto celebrare setto messe per le anime del purgatorio: ho dato una vitella a Sant’Antonio, sette scudi a Santa Lucia: ma lui non guarisce.

Rosa si fece coraggio.

— Bisogna togliere qualche oggetto a Lia, volete sentirlo? Vedrete che il male passerà: e staremo meglio tutti perchè qui si tratta di malìa: non vedete che anche