Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/133

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il padrone, vostro marito, non è più lui? Ha cambiato umore dal giorno alla notte: è tutto scuro e tetro come un monaco in penitenza. E tutte le disgrazie che vi succedono? Il bestiame che muore, il frumento che si è seccato prima di granire, le cavallette che hanno invaso la vigna? Non vedete, persino le galline sono malate.... Nessuno osa dirvelo, ma tutti credono che qui si tratti di malìa. La strega, la fattucchiera è lei: bisogna trovare lo scongiuro.

La padrona piangeva in silenzio.

— Mandatemi da lei, — implorò la serva piegandosi con le mani giunte e declamando alquanto la sua parte. — Una sera io vado là di nascosto e le tolgo l’oggetto; in nome del padre, del figlio, dello spirito santo, tutto andrà bene. Mandatemi da lei con qualche cosa.

— Ci ho pensato anch’io, a mandarle qualche cosa: ma accetterà?

— Quella? Quella accetta tutto: salvo magari a maledire lo stesso, ma accetta ogni cosa.