Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/27

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La moglie non so lo fece ripetere; era una piccola donna pingue e remissiva che sarebbe rimasta tutta la sua vita a sedere senza far niente, felice solo di quello. Sedette accanto a lui e riprese istintivamente l’atteggiamento composto e tragico di quando riceveva le condoglianze.

La vecchia zia Annia continuava invece ad andare e venire appoggiando l’altissima persona scarna e curva a un bastoncino che non lasciava mai: le sue lunghe vesti nere strascinavano per terra, tutte di lana glossa, e pure di lana era il fazzoletto che le circondava il viso grande terreo col lungo labbro sardo e gli occhioni scuri cerchiati.

Andava e veniva; aveva sentito e forse anche capito il richiamo di Zebedeo, ma fingeva il contrario, occupata a riempire d’olio i lumi d’ottone disposti sopra il camino, e una lanterna che serviva alla notte per andare nel cortile o nella stalla.

— Zia Annia, — ripetè Zebedeo sforzandosi a parer gentile, — venite a sedervi qui, per piacere. Ho da chiedervi un consiglio.