Pagina:Il Ducato di Trento nei secoli XI e XII.djvu/25

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Il Comune quindi costituiva anche in allora l’unità politica elementare dello stato, e siccome la sua l’orma era la repubblicana, cosi deosi credere che repubblicani fossero i primi popoli qui stanziati, e per questa forma di governo si introducesse dallo colonie romane al decadere della repubblica, o nei primi tempi degli imperatori; forma cho non valsero a distruggere tutte le successive invadenti germaniche masnade.Il comune poi aveva per propri fattori i fuochi, cioè le famiglie autonomicamente viventi, cui erano attribuiti gli obblighi ed i diritti comunali con perfetta eguaglianza. I fuochi, ossia i capi di famiglia, eleggevano i preposti comunali, nominavano i curatori d’anime, sopraintendevano alle chiese ed alle pie fondazioni. I comuni amministravano se stessi, invigilavano all’ordine interno ed alla sicurezza delle persone o delle cose, giudicavano dei minori reati e decretavano statuti ed ordinamenti colla approvazione del vescovo, cui erano immediatamente soggetti, qual conte o duca, che con essi patteggiava i tributi da prestarsi e gli altri oneri pubblici, in quei secoli sempre considerati quali debiti immutabili. La curia vescovile (pricipesca e non ecclesiastica) decideva o immediatamente o mediatamente coll'organo dei propri ufficiali le contese fra i comuni, ed il vescovo-conte esercitava la giustizia punitiva col mezzo di giudici o di pubblici placiti, secondo lo leggi vigenti e nella forma e nella maniera dai comuni stessi accettata.

La suddivisione territoriale del ducato si può determinare con qualche probabilità, coordinando le sparse notizie cho ci somministrano i documenti de secolo XII e quelli della prima metà del seguente, alla quale epoca non sembrano ancora intravenute sostanziali modificazioni del sistema anteriore.

Uno o più Comuni riuniti costituivano un — Districtus — Distretto simile a quello delle attuali giudicature, cui presiedeva una Curia vescovile con un ufficialo del vescovo — ministeriale — il quale vi esercitava l’autorità che ora diremmo politica o militare, con un Gastaldo o Gastaldione incaricato degli affari finanziarii ed economici, con uno o più giudici che sentenziavano nel civile e nel criminale assistiti dalla Curia o consiglio curiale, cui prendevano parte nobili, ministeriali e popolani, probabilmente delegati dagli stessi comuni. Nel secolo XI pare che pochi di questi distretti fossero infeudati in modo ereditario, e che i vescovi ne facessero disimpegnare il governo da propri ufficiali che ricevevano l'investitura del proprio ufficio cogli annessi diritti a tempo