Pagina:Il Ducato di Trento nei secoli XI e XII.djvu/28

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l’Impero, che, vinto da esse, venne a unti dannazione, mercè la quale i comuni furono mantenuti nei loro diritti, salva seinpro la soggezione all’Impero medesimo Trento godeva anch’essa delle regalie, e nessun documento dello undecimo o del dodicesimo secolo ci induce a ritenere che la città fosse immediatamente soggetta al vescovo nella sua qualità di conte, o ad un suo feudatario; anzi è «la aversi per fermo che si reggesse da per sù ed a lui non prestasse, quale Vicario imperiale, che quello che prima aveva direttamente corrisposto al sovrano.

Che essa si governasse col mezzo di un consiglio di Consoli ci dimostra un documento dell’anno 1171, in cui sono registrali quali testimoni, immediatamente dopo i grandi feudatari del ducato, i Consoli della città; fra i quali troviamo nominali Enrico della Porta, Acilio e Rambaldo del Mercato. Trentino figlio del fu Ottone Recio, Saurino, Odelrico, Fraino Franco e Vaindico, nomi che si incontrano in quel tempo ripetuti in molti altri documenti. Essi dovevano eziandio fare parte della Curia del principe, che era il corpo deliberante dello Stato; la città quindi col mezzo ile suoi Consoli era rappresentata ai detti consigli curiali ed aveva parte al supremo potere dello stato ducale.

Ma sia che il popolo ili Trento, pari a quello della massima parte delle altre città italiane, mostrasse tendenza avversa alle mire degli imperatori tedeschi; sia che a Federico primo, il quale aveva rudamente provato il valore ed il fermo proposito delle itale genti, allora generosamente Indomite ed agguerrite, volesse assicurarsi sempre aperta la via del Trentino per discendere in Italia e ritorre di nuovo colla forza «pianto aveva non spontaneamente conceduto; sia che il vestivo Salomone tedesco, creatura dell’Imperatore, cogliesse il destro dell’opportuno momento per assicurarsi un dominio più immediato ed assoluto sulla città e ridurla alla coudizione delle campagne; fatto è che nell’anno 1182, cioè cinque anni dopo la tregua di Venezia ed uno prima della pace di Costanza, l’imperatore, stando in Wimpfen nella Svevia provulga colle forme più solenni un placito imperiale, col consiglio e beneplacito dei principi (tedeschi) e dei sapienti della Curia imperiale, per cui spoglia la città di Trento dei più importanti diritti regali, alcuni de’ quali trasferisti ai vescovi. Salomone era già vecchio; in sua vece intervenne all'atto Alberto, suo Vicedomino ed immediato successore, della famiglia dei Madruzzo, accompagnato da varii grandi