Pagina:Il Ducato di Trento nei secoli XI e XII.djvu/27

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annullato che di comune consentimento dei contraenti, o per inadempimento delle condizioni stabilite, o per forza maggiore, come quasi sempre accadeva, perchè nello stato non esisteva forza legale (spenta dopo la caduta del regno longobardo e non risorta ohe molti secoli dappoi) col cui mezzo fosse tenuta in freno ed in equilibro l’individuale libertà e licenza dei cittadini.

La società tutta era in uno stato di continua guerra intestina: perchè insufficiente il potere supremo dello stato, ognuno colla sola forza poteva difendere sè e le suo proprietà. Laudi e decisioni di chi aveva diritto a sentenziare di spesso non si potevano eseguire da chi ne avrebbe avuto il mandato; e colui a cui favore si pronunziavano, se non aveva forza poscia sufficiente a procurarsene l’efficacia, doveva procurarsi alleanze, soventi interessate, per mantenersi ne' suoi diritti.

I grandi comuni o Municipii ( come quelli che contavano più numerosa popolazione e maggiori ricchezzo, frutto dei commerci, e delle industrie che vi fiorivano) i quali per la originaria loro costituzione e per lo spirito di indipendenza proprio a genti educate alla libertà, erano consci i dalla propria forza, opposero maggiori resistenza a chi voleva opprimerli o spogliarli dei loro privilegi, e colf allettamento di un vivere più libero, sicuro e dilettevole, andavano via via consociando novelli concittadini anche fra quelli che prima erano i loro più pertinaci nemici. Per la qual cosa, malgrado il continuo avvicendarsi di nuovi barbari stranieri dominatoli, seppero guardare la propria indipendenza dai duchi, marchesi e conti che reggevano le provincie a nome degli imperatori, che sopra le città non esercitavano che i diritti immediati del capo dello stato, limitati all’esazione di alcuni tributi, al comando delle schiere in tempo di guerra ed al pronunziare sentenze in quelle questioni in cui il comune era interessato con contendenti che al suo nesso non appartenevano, e in certi casi in grado di appello. Grande era in ciò la differenza fra le città e le campagne, le quali, perchè più tiranneggiate da piccoli beneficati e feudatari che le reggevano in nome del sovrano col titolo di conti, valvassori, valvassini, tu in Ministeriali, decani, giudici, gastaldi, erano molte volte impotenti ad opporsi alle loro angherie od a sviluppare tutto quel potere autonomo, di cui si avvantaggiavano le città. La quale differenza di diritto era quella che caratterizzava le Regalie, che, dagli Svevi imperatori contrastate, diedero origine alle micidiali guerre fra le città italiane e