Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/134

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XIII.


Non già che il marchese fosse innamorato come un giovanotto (egli anzi si meravigliava un po’ di non provare per la Mugnos qualche cosa di più che un sentimento di gratitudine e di rispetto), ma perchè la immagine di lei sorridente lo rasserenava tenendolo occupato. La risposta poteva essere diversa da quella che egli desiderava?

Intanto bisognava pensare a ripulire la casa, a farvi grandi mutamenti. Mai, come in quei giorni, essa non gli era sembrata un laberinto.

Ah, quel marchese grande, che aveva avuto il mal del calcinaccio in città e in campagna! Fare e disfare era stato per lui davvero tutto un lavorare.

Che mostruosità quella massiccia facciata, con lo smisurato portone e le pesanti mensole dei balconi, in quel vicoluccio, tra casette che non permettevano