Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/24

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Vedendo che la donna restava là, con lo sguardo implorante fisso addosso al marchese, chiusa nella mantellina nera e immobile come una statua su la soglia dell’uscio don Aquilante, che si era già dato una spiegazione di quella scena, pensò bene d’intervenire. E avvicinatosele, cominciò a dirle a bassa voce:

— Il marchese ha ragione. Ormai tutto è in mano della giustizia. Per quel che lo riguarda, non dubitate, spenderebbe fino all’ultima stilla del suo sangue, se occorresse. Tornate a casa vostra; e quando vorrete sapere notizie, venite da me, sarà meglio.... Andate dunque!

Agrippina Solmo abbassò gli occhi, stiè un istante indecisa, poi, senza un motto nè un gesto, lentamente volse le spalle e sparì come se avesse avuto le suole delle scarpe foderate di ovatta.

Il marchese, quasi masticando qualcosa di amaro, si era accostato alla vetrata della finestra per evitare di guardare la vedova.

— Vestita di nero, col viso pallido, gli occhi intenti e le labbra scolorite, essa deve sembrargli una fantasima di mal augurio — pensava don Aquilante — anche forse perchè gli fa temere una ripresa che potrebbe produrre quelle conseguenze da lui volute evitare dandola in moglie a Rocco Criscione!

— Bisogna compatirla, poveretta — egli disse tornando indietro. E annunziò: — È andata via!

— Quella stupida di mamma Grazia! Perchè la lascia entrare? — brontolò il marchese.