Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/305

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dirizzone, non c’è verso di stornarnelo. Bisogna lasciarlo stancare. Ora è tutto oli e vini; non gli si può ragionare d’altro. Probabilmente, tra un anno o due, butterà per aria macchine, botti, coppi! Con quella donna — ve ne parlo perchè è cosa già passata da un pezzo — ha fatto pure così. Sembrava che, dopo dieci anni, dovesse commettere la corbelleria di sposarla.... e un bel giorno la dà in moglie a Rocco Criscione.... Gliel’ha data lui, gliel’ha imposta quasi.... Rocco non poteva dirgli di no; si sarebbe fatto squartare pel suo padrone.... Era sua moglie e non era sua moglie, dicevano le male lingue.... E quando Rocco fu ammazzato, tutti credevano: Ora la Solmo ritorna al padrone. Che!... Ve l’ho nominata per questo; non potete essere gelosa. Se mai, ora, dalle macchine e dalla Società Agricola.... In quanto a donne, egli è uscito di razza. Tutti i Roccaverdina sono stati famosi donnaioli: il marchese grande, il padre del cugino, anche vecchio.... È vero che, dopo, aveva la scusa della paralisi della moglie.... Povera zia! Bocconi amari ne ha inghiottiti parecchi.... Ed era bellissima.... L’avete conosciuta? No, non potete averla conosciuta. E per le elezioni comunali? Un altro dirizzone; ma si è stancato sùbito.... Fate il miracolo, cugina! Dobbiamo abbandonare il Comune in mano a certa gentaccia? Che penseranno? Che il marchese di Roccaverdina ha avuto paura! Non è vero; ma così